Andar dal barbiere a farsi toccare il cervello
Per farsi bloccare i pensieri con uno shampoo
Riscrivere in sogno la storia della tua vita
Rimettersi in sesto con qualche massaggio di dita
Chiuder gli occhi ed ascoltare sfumati racconti
Tra musica tenue, odori di balsami e unguenti
Sapone da barba spalmato con un vecchio pennello
Come spuma di panna montata in un verde secchiello
Ripulire da ispidi e irsuti peli pungenti
la pelle ormai morbida e pronta a ricever la lama
che netta sottile affilata e tagliente
pulisce il tuo viso leggera come una piuma
e mentre si compie lento e soffice il rito
aprir ogni tanto gli occhi e vedere dal vetro
la gente che in strada veloce rincorre la vita
e che freme, che urla e … la nonnina è caduta
Il garzone del bar col vassoio consegna i caffè
fischietta volteggia e sbircia ammiccando
Le ragazze che scherzano e aspettano alla fermata
L’ambulanza contromano vola a sirena spiegata
Qui al fresco ed al chiuso della bottega
Non si sente un bel nulla ed è tutto ovattato
Tutto il mondo impazzito lì fuori non è più mio
Ipnoticamente mi sembra di non esser mai nato.
Burattino nelle mani del mio vecchio barbiere
Lui imposta la mia testa obbediente in posizione
Rilassato così come sono potrebbe anche tagliarla
Ringrazierei, pagherei e ... la lascerei nella gerla.
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